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Oltre il ghiaccio: milano-cortina 2026

Oltre il ghiaccio: Milano-Cortina 2026

Oltre il Ghiaccio: La tecnologia che rende possibili i sogni alle Paralimpiadi Milano-Cortina 2026 

Manca sempre meno al fischio d’inizio di Milano-Cortina 2026. Le vette innevate e le piste ghiacciate del nostro Paese stanno per diventare il palcoscenico di imprese che definiremo “eroiche”, ma che in realtà sono il frutto di un mix incredibile di volontà umana e ingegneria biomeccanica.

E noi di Bruno Barbato Medicali, che seguiamo da sempre con interesse tutte le evoluzioni della tecnologia in questo settore,  non possiamo non constare ancora una volta l’importanza degli ausili medicali.
Per noi ogni ausilio non è mai solo un oggetto: ma lo strumento che permette di riappropriarsi della propria libertà, anche e soprattutto in situazioni estreme come le paralimpiadi, dove queste “estensioni del corpo” raggiungono livelli di perfezione tecnologica sbalorditiva!

Qualche esempio?

Il Monoski: un capolavoro di sospensioni e materiali

Nello sci alpino paralimpico, l’atleta non scende semplicemente in pista; diventa un tutt’uno con il suo monoski. Immaginate un guscio ergonomico in fibra di carbonio montato su un unico sci, dotato di un sistema di ammortizzazione che farebbe invidia a una moto da cross e di una stabilità tale da riuscire ad assorbire urti a 100 km/h mantenendo lo sci incollato alla neve.
Qui ogni seduta deve essere modellata millimetricamente sul corpo dell’atleta per garantire che ogni minimo movimento del busto si traduca in una curva perfetta.

Il Para Ice Hockey

Non chiamatelo “sport adattato”. Il Para Ice Hockey è una disciplina brutale e raffinata, Se lo sci è velocità, l’hockey su ghiaccio è impatto. Gli atleti sfrecciano su slitte (sledge) dotate di due lame affilatissime. Qui la tecnologia medica si sposta sulla protezione e sulla manovrabilità. I materiali devono essere ultraleggeri (titanio e alluminio aeronautico) per permettere rotazioni improvvise, ma anche incredibilmente resistenti per sopportare i contatti di gioco.

La storia del Para Ice Hockey è una testimonianza di pura resilienza umana. Non è nato in un laboratorio di ingegneria, ma in un centro di riabilitazione a Stoccolma, negli anni ’60.
L’idea venne a un gruppo di svedesi che, a causa di disabilità fisiche, non potevano più giocare a hockey tradizionale. Non volendo rinunciare al ghiaccio, costruirono le prime slitte rudimentali. Erano pesanti, ingombranti, fatte di telai di metallo standard e sedili di legno. Le mazze erano poco più che bastoni modificati.
Eppure, funzionava. Quel desiderio di tornare a competere ha trasformato un’attività riabilitativa in uno sport globale, debuttato ufficialmente alle Paralimpiadi di Lillehammer nel 1994.
Da allora la Tecnologia e l’Ingegneria biomedica hanno fatto passi da gigante, trasformando questa disciplina in uno degli sport più popolari dei Giochi Paralimpici invernali.

Dalle piste e le medaglie, alla nostra quotidianità

A noi di Bruno Barbato Medicali piace pensare che tutti gli atleti che vedremo nelle prossime Paralimpiadi 2026 non sono “eroi” irraggiungibili, ma persone che grazie alla loro determinazione ed alla tecnologia hanno trovato l’assetto giusto per affrontare le proprie sfide.
Una sfida che anche noi affrontiamo ogni giorno per migliorare la mobilità quotidiana dei nostri pazienti… ed è per questo che non vediamo l’ora di fare il tifo per tutti loro.

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